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Ancora Berlusconi, sempre Berlusconi...

La destra si indigna perché tutti dovrebbero riconoscere che Berlusconi è stato sfavorito, nell'essere incriminato, al momento del processo e al momento del giudizio.
La sinistra si indigna perché tutti dovrebbero riconoscere che Berlusconi è stato favorito, perché è ricco, perché possiede TV e giornali, perché s'è fatto le leggi.
Il dissidio si potrebbe ragionevolmente iscrivere nel più generale dissidio fra i diritti del singolo e i diritti della collettività.
La magistratura è chiamata a tutelare gli interessi della collettività rispettando i diritti del singolo.
I magistrati sono esseri umani e pertanto soggetti a passioni, idee, pregiudizi, e possono commettere errori.
I singoli individui d'altronde possono differire enormemente gli uni dagli altri: essere ricchi o poveri, stupidi o intelligenti, potenti nella comunità oppure insignificanti.
La legge, con il suo profilo razionale, è non umana, cioè sovra-umana, astratta oltreché stratificata, libera dalle passioni. Ed è la legge che dovrebbe portare l'equilibrio, fungere da discrimine nel coacervo di errori e passioni umane. Per questo esistono diversi gradi di giudizio: per permettere alla legge di affermarsi malgrado ogni parzialità, a prescindere dai singoli individui giudicanti.
Alla luce di ciò non sussiste il rifiuto di credito alla magistratura sulla base della sua parzialità, dal momento che la legge esiste proprio a causa di detta parzialità, la quale è un a priori di ogni sistema giuridico antico o contemporaneo.
Ma non sussiste di converso nemmeno l'opposta obiezione dal momento che se chi è ricco e potente non cercasse di usare i propri mezzi per rimanere impunito malgrado la legge o grazie a una propria legge, la legge ugualmente non esisterebbe. La ricerca di impunità del singolo è sempre tale in riferimento a una legge che determini i confini della liceità. Se la legge vale identica per tutti, deve valere tanto per chi non ha alcun potere di contestarla quanto per chi ha il potere di contestarla. Non può essa valere "tanto più" nei confronti di quest'ultimo, altrimenti cesserebbe di valere identica per tutti... e ricadremmo nel caso di parzialità che proprio l'esistenza della legge dovrebbe escludere.

Al proposito, sento dire e leggo - da parte di sedicenti paladini della legalità: "La condanna di B. è una prova di democrazia"... che è una bestialità immane. Come può una condanna (o un'assoluzione) divenire prova di democrazia? Come può essere tale in un qualunque regime o sistema che non sia del terrore alla Robespierre?  

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