Passa ai contenuti principali

Due o più parole sui 5 stelle / o del Metodo

Ammettere le premesse e il corollario descritti nel post precedente ci porta finalmente a discutere del metodo proposto dal Movimento 5 stelle.
Ovviamente ciò è vero rispetto al merito considerato. Vi sono altri temi, diversi dai problemi economici e morali dell'Italia, sui quali vi sono ampie divergenze all'interno del Movimento stesso (penso all'immigrazione, all'indulto, ecc...) il problema è che tutti questi diversi temi sono in realtà estranei al motivo per cui il Movimento 5 stelle è nato. Sono in qualche modo sovrastrutture: a dimostrazione di ciò: la principale argomentazione del Movimento su ciascun tema "secondario" è che i politici al potere (vedi premessa seconda e corollario) non hanno saputo risolverlo fino a oggi. Quindi in sostanza anche questi meriti, e altri che venissero, ricadono nei casi già descritti e chi è d'accordo sui casi già descritti difficilmente potrà non ammettere che in effetti tali problemi secondari non sono stati risolti.
Ma torniamo al metodo.
Osservo per inciso che la maggior parte degli editorialisti dei giornali invisi al Movimento (ma forse è ancor peggio nei giornali simpatici al Movimento, se esistono) concentrano il loro focus sul metodo dell'azione 5 stelle. Bersaglio di ogni critica e di ogni sarcasmo sono soprattutto il tono (volgare, arrogante, irriguardoso, ecc. ecc.) del Movimento 5 stelle e del suo leader carismatico, le parole, i gesti, le occasioni.
Sul tono ritorno avanti.
Sulle parole, vale notare che di rado interessa alla critica la connotazione lessicale, cioè il preciso significato delle parole usate dai 5 stelle (e dal loro leader) - così come si evince dal contesto o da ulteriori precisazioni degli stessi. Più spesso interessano le sfumature della denotazione, i significati secondari, apparenti, affini o storicamente sedimentatosi su ogni termine; le parole dello stesso Grillo sono spesso analizzate nei loro rimandi ad altri contesti narrativi o semantici, anziché per appurarne il valore semantico nel contesto in cui vengono utilizzate. Le parolacce ad esempio venivano ricondotte dai primi osservatori alla corrività fascista e mai lette come indicatori di un elevato livello di insofferenza rispetto a un determinato tema; tanto più che non in ogni post sul blog comparivano parolacce, quindi poteva avere un senso notare dove esse comparivano e perché.

Commenti

Post popolari in questo blog

Sul cosiddetto "reddito di cittadinanza"

Il cosiddetto "reddito di cittadinanza" è in realtà un molto più prosaico "sussidio", o "assegno sociale". Ma è significativo che i suoi fautori lo chiamino proprio così: "reddito di cittadinanza".

Il "reddito", in primo luogo, è "l'utile che deriva dall'esercizio di un mestiere", scrive la Treccani. Solo secondariamente la parola "reddito" è associabile a una "rendita", come può essere una pensione, la quale va a formare in effetti il "reddito" annuale di un pensionato.
Nel campo semantico del "reddito", come pure nella "rendita", sono impliciti il "ritornare" e il "rendere", termini che implicano necessariamente lo scambio, ben evidenziato dal prefisso "ri-/re-". "Rendere" non è solo "dare", è dare poiché si è avuto o anche, per il recipiente, avere per aver in precedenza dato. In quest'ultimo senso una pensione è…

Un gioco troppo facile

Non si è riflettuto abbastanza, a mio parere, sulle conseguenze economiche della completa digitalizzazione della pubblica amministrazione. Soprattutto nei paesi, come l'Italia, che interpretano la digitalizzazione soprattutto come un sistema di controllo sui comportamenti illegali/da correggere.

Già ora viviamo in una sorta di sistema "implicativo" o "allegante": per tutta una serie di beni, ogni volta che li acquistiamo acquistiamo in realtà il primo anello di una "catena". Crediamo di acquistare solo il bene economico in se, in realtà compriamo tutta una filiera. E non si tratta della filiera che ha prodotto il bene in questione, ma di una filiera "futura";
per esempio compriamo un'auto e ci accolliamo la catena di bolli, revisioni, assicurazioni, service, manutenzioni etc.
compriamo una casa e ci accolliamo, tasse, bollette etc.
compriamo una televisione e ci accolliamo gli abbonamenti pubblici e privati
compriamo una caldaia e ci acc…

Corrotti e corruttori del popolo

L'ascesa al potere del movimento cinque stelle (M5S) avvenne in larga misura sull'onda della denuncia del fenomeno corruttivo nella cosa pubblica, conclamato e virulento in alcuni settori dello stato, endemico in altri, ma comunque onnipresente. Il M5S intese corruzione morale prima ancora che materiale e fu proprio questo a portare voti. Corruzione morale perché nel mirino dei sedicenti moralizzatori c'erano non solo i casi di corruzione vera e propria (tangenti, conflitti di interesse palesi, truffe allo Stato, ecc.), ma la condotta stessa dei rappresentanti politici e dei loro accoliti di potere, descritti dal movimento come privilegiati senza merito, fannulloni strapagati, raccomandati cronici e poltronisti.
L'insieme della corruzione morale e materiale - sostennero giustamente gli ideologi del movimento - avviene a spese del popolo pagante e arrabbiato. E pazienza se, in epoche di vacche grasse e benessere diffuso, i corrotti prosperavano. Ma ora che le vacche son…