Passa ai contenuti principali

Segnali di marginalità

Sono attirato dal tema della "decadenza". (Che ovviamente nulla ha a che fare con il "decadentismo")
Mi riferisco alla decadenza nazionale, alla sebbene-già-estesa-pur-sempre-accentuandosi, marginalità italiana. Raccoglierò d'ora innanzi su questo blog tutti i sintomi significativi di marginalità e decadenza che mi capitasse di riscontrare o nella mia vita e attività quotidiana in una città di provincia (quale è Padova), ovvero durante la mia attività d'autore o da ciò che leggo sui giornali.
Per esempio è un segno di marginalità, sebbene non troppo significativo, il fatto che i giornali on-line italiani riportino le prime pagine dei giornali stranieri ogniqualvolta in Italia accada un evento di portata travalicante i patri confini. Quasi a dire: "che roba! l'Italia sta sulla home page del New York Times!". Una goduria per giornalisti che frustra e umilia l'italiano qualunque. O peggio ancora: "vedete, se c'è un disastro del genere gli stranieri parlano dell'Italia", che ha un retrogusto querulo e impotente...

Commenti

Post popolari in questo blog

Sul cosiddetto "reddito di cittadinanza"

Il cosiddetto "reddito di cittadinanza" è in realtà un molto più prosaico "sussidio", o "assegno sociale". Ma è significativo che i suoi fautori lo chiamino proprio così: "reddito di cittadinanza".

Il "reddito", in primo luogo, è "l'utile che deriva dall'esercizio di un mestiere", scrive la Treccani. Solo secondariamente la parola "reddito" è associabile a una "rendita", come può essere una pensione, la quale va a formare in effetti il "reddito" annuale di un pensionato.
Nel campo semantico del "reddito", come pure nella "rendita", sono impliciti il "ritornare" e il "rendere", termini che implicano necessariamente lo scambio, ben evidenziato dal prefisso "ri-/re-". "Rendere" non è solo "dare", è dare poiché si è avuto o anche, per il recipiente, avere per aver in precedenza dato. In quest'ultimo senso una pensione è…

L'equivoco sulla cultura

L'equivoco sulla cultura è solo un aspetto, forse più evidente di altri, di un equivoco generale che consiste nel far coincidere quel che esiste, e che è sempre stato fatto, con il Bene.
Ma andiamo con ordine.
Nel gennaio scorso ho visitato il Museo Egizio di Torino, erano i primissimi giorni dell'anno. Il museo è stato ristrutturato e ripensato pochi anni fa. Il direttore, nell'audio-guida, spiega che si è deciso di dare inizio al percorso museale focalizzandosi sulla storia del museo, esponendo la biografia e le immagini dei fondatori, i primi pezzi della raccolta - cioè i pezzi accumulati per primi e i pezzi concettualmente fondativi. S'è perfino tentato, usando qualche armadietto ottocentesco, di creare una stanza del primigenio museo, un misto fra laboratorio d'antiquariato e caffè con antichità esotiche.Questa scelta dà un messaggio importante: la soglia d'entrata conta; il contesto è essenziale. La scelta è voluta e consapevole.

Negli stessi giorni, il m…

Cosa chiede Greta

Se cambiano realmente le priorità collettive, l'intera organizzazione della società deve cambiare. Se al centro dei fini - quindi nel centro della focalizzazione etica - non c'è più l'individuo con i sui diritti, bensì l'ambiente con ogni forma di vita terrestre, le leggi non possono che cambiare.
Facciamo un esempio: le strisce pedonali. La precedenza concessa a chi attraversa sulle strisce risponde al principio di favorire l'individuo debole contro l'individuo più forte, a bordo del mezzo motorizzato. Rispondono blandamente anche a un'esigenza ecologica: favorire i pedoni sugli altri. Ma consideriamo un autobus pieno di gente costretto a rallentare e fermarsi per far passare un singolo pedone sulle strisce. Tale situazione prefigura uno spreco energetico e un maggiore inquinamento, dovuti alla frenata del mezzo e alla sua accelerazione del tutto evitabili se l'autobus avesse potuto continuare la sua corsa. Ecco che il codice della strada andrebbe camb…