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L'errore di Grillo

L'acredine nazionale contro la classe politica ha raggiunto il suo apice ed è sostenuta da disoccupazione, cassa integrazione, elevata tassazione, elevata burocrazia, slogan demagogici e populistici.
Il blog di Beppe Grillo e il suo movimento sono genitori morali di questa situazione, continuano ad alimentarla, a trarne consensi e a renderla endemica.
Peccato che in termini di rapporto fra cittadini, istituzioni e delega di sovranità si tratti di un errore strategico madornale.
Dunque, ricapitolando la situazione della sovranità italiana:
il cittadino elegge rappresentanti ai quali delega la propria sovranità. Oltre a fare altre cose, tali rappresentanti svolgono (o dovrebbero poter svolgere) una funzione di tutela degli interessi dei cittadini tutti di fronte allo Stato e ai suoi funzionari, i quali possono concretamente prendere decisioni che influenzano ogni giorno l'intera collettività e i singoli.
La funzione di tutela svolta dai politici/rappresentanti è essenziale, se non altro perché nessun altro la svolge: rappresentare gli interessi dei cittadini di fronte all'autorità dello Stato.
Perché esistono dei rappresentanti eletti anziché solo dei funzionari pubblici? A cosa servono i rappresentanti specificamente eletti e non assunti? Dovrebbero servire a limitare il potere, altrimenti illimitato, dei funzionari statali. Dovrebbero contingentare il potere dei funzionari pubblici nell'esclusivo interesse dei cittadini, cui appartiene in definitiva la sovranità su se stessi. Proprio perché svolgono questa funzione, i rappresentanti dei cittadini devono essere eletti e non "assunti"; perché devono poter essere licenziati facilmente e comunque periodicamente, per monitorare passo per passo se e come usano la sovranità dei cittadini per difenderli da un potere troppo grande e sfuggente per essere ignorato.
Per esempio, i funzionari non hanno il potere di portare il paese in guerra (come fecero invece col Patto di Londra nel 1915), di alzare le tasse, di aprire un ufficio... queste decisioni spettano ai rappresentanti del popolo.
Quindi il sistema ha, o dovrebbe avere:
1. cittadini virtualmente alla mercè dello Stato e dei suoi funzionari;
2. rappresentanti dei cittadini che, carichi di sovranità nazionale, hanno la "forza" e le "armi" per farsi paladini dei cittadini;
3. lo Stato, coi suoi funzionari, che deve vedersela con i rappresentanti dei cittadini prima di poter spolpare o angariare i cittadini stessi.
In altre parole i rappresentanti sono gli unici alleati dei cittadini contro lo strapotere dello Stato. Sono altresì l'acerrimo nemico dei funzionari pubblici. (E questo lo sanno tutti coloro che hanno rivestito qualche carica pubblica elettiva: il vero problema è ottenere una reale collaborazione da parte dei funzionari dell'ente.)
Questo vale nei rapporti economici e decisionali fra Stato e cittadino (tassazione e burocrazia), ma anche nella giustizia, nella difesa militare, nell'istruzione, nella salute, nei rapporti internazionali eccetera.
Eppure i demagoghi procedono ignorando questi dati di fatto...

... come si comporterà un funzionario pubblico, un rappresentante dello Stato, di fronte a chi attacca e danneggia i rappresentanti dei cittadini...? ovviamente gli darà corda, perché tutto ciò che danneggia il mio nemico è mio amico... tutto ciò che impedisce a qualcuno di impedire qualcosa a me io lo favorirò.
Un rappresentante eletto privo di qualsivoglia autorevolezza, e per giunta denigrato da coloro che dovrebbe difendere, come potrà svolgere con successo il suo compito difensivo? Non lo farà... il che lascerà campo libero a coloro che vogliono i cittadini alla loro mercede; a riprova: all'aumento dell'acredine antipolitica corrisponde, ormai da anni, un aumento nello strapotere dei funzionari, l'impossibilità conclamata di tagliare la spesa pubblica, l'aumento costante delle tasse... in altre parole un netto rafforzamento di tutto ciò che chiameremo Stato e istituzioni pubbliche; una loro inarrestabilità accompagnata a elusività e invisibilità degli agenti decisionali... non si sa chi decide, ma le cose accadono. Segno concreto che è lo strapotere dello Stato e dei suoi uomini a decidere tutto, non trovando alcuna resistenza.
Fa sorridere che spesso Grillo se la prenda proprio con lo Stato-funzionario, proprio con le posizioni di potere consolidate... crede davvero di danneggiarle attaccando la politica e spogliandola di credibilità? E invece fa esattamente il contrario.
Lo so che dico una bestemmia, ma solo una totale dedizione e fiducia verso un gruppo di uomini politici e verso ogni loro decisione/azione - per quanto inutile, faziosa o ambigua possa sembrare - potrebbe rovesciare le cose.

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