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Contraddizioni: unione fiscale o sovranità contro la troika?

Sento un giornalista su radio3 (credo Andrea Cangini), la mattina, rispondere, a poca distanza l'uno dall'altro, a due ascoltatori.
Al primo ascoltatore, antieuropeista, il giornalista risponde che un'uscita dell'Italia dall'Unione sarebbe impensabile e assurda, foriera di disastri; che l'unica soluzione per uscire dal pantano è l'unione fiscale e l'emissione degli eurobond. Al secondo ascoltatore, renziano convinto e assertore di deficit da sfondare il medesimo giornalista risponde che sì, va bene sfondare il deficit, ma attenzione! perché se esageriamo finiamo come la Grecia con la troika europea che viene a mettere il naso nei nostri conti pubblici e addio al residuo di sovranità nazionale che ci resta.
Ora io dico... non è contraddittorio questo atteggiamento? Da un lato suggerire la progressiva unione fiscale, dall'altro paventare la perdita della sovranità per opera della troika... l'unione fiscale non equivale alla rinuncia alla sovranità?
Il punto è che se fosse il solo Cangini (o chi per lui) a pensarla così, sarebbe un problema suo... ma in realtà non è la prima volta che sento la stessa persona paventare la troika e poco dopo sostenere l'unione fiscale.... mi sembra un apice di qualunquismo mediatico. Va bene sostenere una linea moderatamente ragionevole... ma per lo meno la si scelga meno contraddittoria possibile. Ai radicali, ai sostenitori del deficit e agli antieuropeisti diciamo: volete salvi gli stipendi? allora non fate arrivare la troika... volete anche evitare di perdere tutti i vostri risparmi? allora tenetevi l'euro. Chi è disposto a sbarazzarsi subito dello stipendio e/o dei risparmi (o chi non ha nessuno dei due) può legittimamente fare il radicale antieuropeista.

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