Passa ai contenuti principali

Incontro con il sindaco Bitonci

Assisto a un incontro pubblico con Massimo Bitonci, sindaco della città in cui risiedo. Devo dire che, malgrado disprezzassi l'inettitudine del suo principale avversario alle ultime elezioni, non sono fra coloro che hanno votato Bitonci. Sentendolo parlare delle sue idee e del suo lavoro per la città, l'altro giorno, un poco mi sono ricreduto, devo dire. Bitonci sembra una persona seria e combattiva, uno che si dà da fare.
Però continuerei a non votarlo...
Quello che non condivido è il suo atteggiamento nei confronti delle minoranze straniere, in particolare nei confronti degli islamici. In breve la politica del buon leghista Bitonci è questa:
1. Moschea: no!
2. altri luoghi da adibire a culto: no!
3. incontro con delegazioni di islamici moderati: no!
4. incontro con associazioni di islamici residenti da oltre 10 o 20 anni: no!

Be' una condotta del genere da parte di Bitonci sarebbe razionale qualora credessimo in una di queste due possibilità:
1. che nel giro di pochissimi anni le migliaia di residenti islamici migrassero altrove
oppure
2. che le migliaia di residenti islamici si convertissero in quattro e quattr'otto ad altre religioni o all'ateismo

Ma qual è la probabilità che una di queste opzioni si verifichi?
A mio parere nessuna.
In alternativa: quale potere possiede Bitonci per far sì che una delle due opzioni si verifichi?
Ancora una volta: nessuno!
Ergo il problema di trovare una pacifica convivenza con gli islamici locali non può essere semplicemente "ignorato", disprezzato o - peggio che mai - sottovalutato. Gli islamici sono qui ora e ci resteranno a lungo, più a lungo di quanto Bitonci resterà sindaco. Se fosse un buon sindaco prenderebbe atto di questo stato di cose e cercherebbe una soluzione praticabile.

Ignorare le richieste di dialogo dei moderati o addirittura additarli come integralisti mascherati è quanto di più sbagliato possa farsi, in queste circostanze: se lo sono davvero non serve a nulla e se non lo sono c'è una discreta probabilità di renderli tali. L'atteggiamento di Bitonci rafforza enormemente i fondamentalisti, che hanno un nemico da indicare ai loro correligionari. Nemico che per estensione diviene l'intera popolazione italiana che ha votato Bitonci (e anche chi non l'ha votato).

L'uomo intelligente che ho sentito l'altro giorno dovrebbe riflettere su questo e muoversi diversamente da come sta facendo: perché sarebbe giusto fare così, e non solo per un voto un più.

Commenti

Post popolari in questo blog

Sul cosiddetto "reddito di cittadinanza"

Il cosiddetto "reddito di cittadinanza" è in realtà un molto più prosaico "sussidio", o "assegno sociale". Ma è significativo che i suoi fautori lo chiamino proprio così: "reddito di cittadinanza".

Il "reddito", in primo luogo, è "l'utile che deriva dall'esercizio di un mestiere", scrive la Treccani. Solo secondariamente la parola "reddito" è associabile a una "rendita", come può essere una pensione, la quale va a formare in effetti il "reddito" annuale di un pensionato.
Nel campo semantico del "reddito", come pure nella "rendita", sono impliciti il "ritornare" e il "rendere", termini che implicano necessariamente lo scambio, ben evidenziato dal prefisso "ri-/re-". "Rendere" non è solo "dare", è dare poiché si è avuto o anche, per il recipiente, avere per aver in precedenza dato. In quest'ultimo senso una pensione è…

Un gioco troppo facile

Non si è riflettuto abbastanza, a mio parere, sulle conseguenze economiche della completa digitalizzazione della pubblica amministrazione. Soprattutto nei paesi, come l'Italia, che interpretano la digitalizzazione soprattutto come un sistema di controllo sui comportamenti illegali/da correggere.

Già ora viviamo in una sorta di sistema "implicativo" o "allegante": per tutta una serie di beni, ogni volta che li acquistiamo acquistiamo in realtà il primo anello di una "catena". Crediamo di acquistare solo il bene economico in se, in realtà compriamo tutta una filiera. E non si tratta della filiera che ha prodotto il bene in questione, ma di una filiera "futura";
per esempio compriamo un'auto e ci accolliamo la catena di bolli, revisioni, assicurazioni, service, manutenzioni etc.
compriamo una casa e ci accolliamo, tasse, bollette etc.
compriamo una televisione e ci accolliamo gli abbonamenti pubblici e privati
compriamo una caldaia e ci acc…

Corrotti e corruttori del popolo

L'ascesa al potere del movimento cinque stelle (M5S) avvenne in larga misura sull'onda della denuncia del fenomeno corruttivo nella cosa pubblica, conclamato e virulento in alcuni settori dello stato, endemico in altri, ma comunque onnipresente. Il M5S intese corruzione morale prima ancora che materiale e fu proprio questo a portare voti. Corruzione morale perché nel mirino dei sedicenti moralizzatori c'erano non solo i casi di corruzione vera e propria (tangenti, conflitti di interesse palesi, truffe allo Stato, ecc.), ma la condotta stessa dei rappresentanti politici e dei loro accoliti di potere, descritti dal movimento come privilegiati senza merito, fannulloni strapagati, raccomandati cronici e poltronisti.
L'insieme della corruzione morale e materiale - sostennero giustamente gli ideologi del movimento - avviene a spese del popolo pagante e arrabbiato. E pazienza se, in epoche di vacche grasse e benessere diffuso, i corrotti prosperavano. Ma ora che le vacche son…