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Di genio e aberrazione

Io penso (come altri?) che il genio sia figlio del caso e che il genio trasformi il caso in aberrazione per l'opinione pubblica o morale comunemente accettata (ormai per tale si intende la morale del giorno o della settimana. Che duri poco non v'è dubbio, ma che vi sia è altrettanto certo)
Penso che quest'ultima morale tenda costantemente alla repressione del caso-aberrazione all'origine del genio. Caso, per l'appunto, divenuto aberrante a causa del genio (della sua visione del caso). Detto così è un casino....

Facciamo un piccolo esempio. Nel 1984 O.P. è lo scrittore americano del momento. O.P. aveva un padre assente-giramondo e una madre alcolista. I suoi romanzi hanno conquistato mezzo mondo e soprattutto i lettori americani. In essi l'autore descrive l'infanzia difficile con la responsabilità di una sorella più piccola che egli dovette crescere da solo.Il futuro presidente americano T.C. nel 1984 ha 21 anni ed è uno studente di legge. Il libro di O.P. gli capita sotto gli occhi per caso ma lo legge con grande interesse. Trent'anni dopo, durante il primo anno della sua presidenza ingaggia una battaglia politica senza quartiere per aiutare le madri alcolizzate e punire i padri assenti-giramondo.

In altre parole, il genio (O.P. e il suo romanzo) si produce in circostanze che appaiono (a causa del romanzo e quindi del genio che l'ha prodotto) aberranti (l'abbandono da parte del padre, l'alcolismo). La morale comune (il presidente) considera malattie e abomini le condizioni che hanno creato il genio; le biasima e condanna senza riflettere (la morale non riflette) su quanto esse abbiano reso possibile il genio stesso che le ha descritte. Pertanto la morale comune, istigata dal genio, cerca di eliminare le aberranze che hanno prodotto il genio medesimo. Con il risultato che, sul lungo periodo, diminuiscono i casi-aberranza e i relativi geni e la civiltà da anti-estetica e censurante diviene sempre più, semplicemente, brutta.

Per converso la mancanza di una sovrastruttura repressiva massifica l'aberrazione, rendendola altrettanto antiestetica; e anestetica del genio...

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