venerdì 27 novembre 2015

Cambiamento climatico e crisi del debito

Trovo interessante la similitudine fra lo schema psicologico connesso al cambiamento climatico e l'altro sulla crisi dei debiti sovrani. In entrambi i casi vi sono in gioco il debito e il credito, risorse e consumo consapevole, colpa, insaziabilità.
Il tema di fondo, identico nei due contesti è il seguente: chiediamo troppo. Chiediamo troppo alla natura (le risorse) o chiediamo troppo allo Stato (denaro a credito) e quindi ne paghiamo le conseguenze.

A ben vedere questa della colpa originaria è un'ottica linearmente cristiana. Ma è un altro discorso...

Mi interessa rilevare che se i cambiamenti climatici non dipendono dalle attività umane (il che escluderebbe la colpa) e se sono avvenuti più volte in passato, anche quando gli esseri umani avevano già costruito società complesse, e se tali società complesse sono state distrutte dai cambiamenti avvenuti, allora ne consegue che l'attuale cambiamento può distruggere anche la nostra civiltà e pertanto dovremmo fare qualcosa per contrastare attivamente i cambiamenti climatici naturali.

Il che è - sotto il profilo ideologico - esattamente il contrario di quanto crede la maggior parte dell'opinione pubblica e cioè che la terra ci chieda di limitare la nostra azione, di trattenere la mano modificatrice per consentire al pianeta di riprendere un proprio ciclo climatico naturale.
Se l'uomo debba modificare la natura, o possa farlo, o se non debba rimettersi a essa essendone parte. Indubbiamente il senso di colpa derivante dalla convinzione - probabilmente fondata - di essere l'artefice dei cambiamenti climatici può indurre l'essere umano a ritenere che un atteggiamento "passivo" sia la soluzione corretta al problema climatico: meno consumi, meno emissioni. Ma paradossalmente proprio la passività di fronte al cambiamento equivarrebbe a una passeggiata tranquilla e ingenua verso la catastrofe. Il cambiamento climatico - sia esso naturale o artificiale - deve essere affrontato attivamente, il che significa servendosi di tecnologie sempre più costose e sofisticate; viceversa ogni visione filosofico/religiosa o colpevolizzante dovrebbe essere evitata.

Debito e clima mostrano come nell'occidente cristiano, e ormai nel mondo intero, continui a non esservi profitto senza colpa o senso di colpa. La radice forse è ancora più antica, ed è nel trascurare i bisogni spirituali, un sapere superiore (sofìa) per dedicarsi unicamente ai bisogni e ai saperi terreni (frònesis). Perché esiste questo meccanismo instrinseco? Cos'è? E' funzionale alla conservazione della specie, che non passa semplicemente per la salvezza di un individuo? Forse è funzionale alla conservazione del gruppo... un istinto di conservazione delle relazioni.

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