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Visualizzazione dei post da 2019

La macchina del fango del M5S fa paura

La Lega è in calo nei sondaggi (dal 36% di aprile 2018 al 30% di maggio). Un po' perché non ha portato a casa quasi nulla. Ma soprattutto perché in marzo il M5S ha cambiato il bersaglio della sua strepitosa macchina del fango: dal PD, storico avversario, alla Lega, nuovo avversario. Le elezioni regionali in Sardegna, malamente perse dai 5S, sono state la causa del cambiamento. Renzi e il PD sono stati letteralmente fatti a pezzi dalla macchina del fango M5S: ricordate il padre della Boschi? Quello che alla fine era innocente (così decretò la corte). Con quello l'M5S fece di tutto: massacrò un intero gruppo politico agli occhi dell'opinione pubblica, con una solerzia e un'infaticabilità e un'estensione di fuoco viste di rado nel nostro paese. Oggi il bersaglio è Siri, più ogni parola che esce dalla bocca di Salvini (prima da quella di Renzi). Mentirei se dicessi che mi dispiace per loro, ma al tempo stesso la cosa m'inquieta: oggi loro, domani chi? Uno degli el…

Una Lega sballata

Oh, un sovranista non deve mica credere alle boiate che racconta. Orban mica ci crede; gli servono per ottenere consenso e fare dell'altro. Ma questo Salvini l'ha capito?

La Lega cresce nei sondaggi. La Lega cavalca i temi del momento: sicurezza, immigrazione, sovranità. Il suo leader, Salvini, macina consensi e simpatie: ha sempre la battuta pronta. Smonta gli avversari, sa farsi vittima innocente in qualunque contrasto (ha un vero genio per l'autocommiserazione). E il M5S insegue, arranca, abbozza.

Ma sarà proprio così?

Sì la Lega ha visto crescere il suo consenso... ma per farne cosa? In economia e diplomazia quasi nulla. In pratica per portare avanti molte iniziative populiste del tutto simili a quelle del Movimento 5 stelle; se non direttamente quelle del movimento: quota 100, la flat tax a livello di proposta e poco altro. Per il resto Salvini sembra interessarsi solo a immigrazione e castrazione: alquanto sintomatico! Fa sul serio, capite, quando se la prende con gl…

Cosa chiede Greta

Se cambiano realmente le priorità collettive, l'intera organizzazione della società deve cambiare. Se al centro dei fini - quindi nel centro della focalizzazione etica - non c'è più l'individuo con i sui diritti, bensì l'ambiente con ogni forma di vita terrestre, le leggi non possono che cambiare.
Facciamo un esempio: le strisce pedonali. La precedenza concessa a chi attraversa sulle strisce risponde al principio di favorire l'individuo debole contro l'individuo più forte, a bordo del mezzo motorizzato. Rispondono blandamente anche a un'esigenza ecologica: favorire i pedoni sugli altri. Ma consideriamo un autobus pieno di gente costretto a rallentare e fermarsi per far passare un singolo pedone sulle strisce. Tale situazione prefigura uno spreco energetico e un maggiore inquinamento, dovuti alla frenata del mezzo e alla sua accelerazione del tutto evitabili se l'autobus avesse potuto continuare la sua corsa. Ecco che il codice della strada andrebbe camb…

In cerca di intestazione politica

Se fossimo un paese politicamente matura, i partiti politici (o movimenti che dir si voglia) farebbero a gara per intestarsi un'agenda politica validissima:
LA SOLUZIONE DEL SUPER DEBITO PUBBLICO italiano.

Perché i partiti non fanno a gara per intestarsi la soluzione a questo problema?

Spiegare in quanti modi ci danneggia il superdebito è facilissimo:

Ci sono prima di tutto i rischi. Il debito pubblico
- mette a rischio l'assistenza sanitaria
- mette a rischio i risparmi
- mette a rischio la scuola pubblica e la ricerca universitaria

Ci sono poi gli ostacoli veri e propri. Il debito pubblico:
- impedisce una rapida e corretta manutenzione delle opere pubbliche
- impedisce di abbassare le tasse
- impedisce un adeguamento degli stipendi pubblici e delle pensioni all'inflazione

Oltre ai rischi e agli impedimenti concreti generati dal debito, c'è l'esposizione del paese alle richieste dei creditori e alle mire degli speculatori finanziari.

Perché nessuno vuole intestar…

Populisti in Italia

"Ma" dice la straniera "voi come fate con i populisti?"
"Sono un problema", faccio io con aria di superiorità " Però l'abbiamo risolto bene: noi li mandiamo al governo"
"Ma come... al governo?"
"Già, farebbero molti più danni all'opposizione, distruggendo la credibilità delle istituzioni agli occhi degli italiani. Al governo invece non combinano quasi nulla di troppo grave: distruggono la credibilità dell'Italia con gli stranieri. Ma non c'è rimasto molto da distruggere da Berlusconi in poi. Eppoi chi governa in Italia ha le mani quasi legate: dal debito pubblico, dai sindacati, dalle lobby imprenditoriali e della pubblica amministrazione. E inoltre non può parlar male - non più di tanto - dello Stato"
"E quelli che vanno all'opposizione finché i populisti sono al governo? Quelli danni non ne fanno?
"Eh", taglio corto "un problema per volta..."

L'equivoco sulla cultura

L'equivoco sulla cultura è solo un aspetto, forse più evidente di altri, di un equivoco generale che consiste nel far coincidere quel che esiste, e che è sempre stato fatto, con il Bene.
Ma andiamo con ordine.
Nel gennaio scorso ho visitato il Museo Egizio di Torino, erano i primissimi giorni dell'anno. Il museo è stato ristrutturato e ripensato pochi anni fa. Il direttore, nell'audio-guida, spiega che si è deciso di dare inizio al percorso museale focalizzandosi sulla storia del museo, esponendo la biografia e le immagini dei fondatori, i primi pezzi della raccolta - cioè i pezzi accumulati per primi e i pezzi concettualmente fondativi. S'è perfino tentato, usando qualche armadietto ottocentesco, di creare una stanza del primigenio museo, un misto fra laboratorio d'antiquariato e caffè con antichità esotiche.Questa scelta dà un messaggio importante: la soglia d'entrata conta; il contesto è essenziale. La scelta è voluta e consapevole.

Negli stessi giorni, il m…

Sovranisti indebitati?

Non mi interessa la fazione politica. Potete essere sovranisti o europeisti; di destra, di centro, di sinistra o indipendenti. (Io non parteggio: sono ancora più indipendente di chi si dichiara indipendente). Ma alcuni fatti sono inoppugnabili. Fra gli altri uno in particolare: Non si può essere sovranisti e super-indebitati! Si tratta di una contraddizione insanabile. Pensiamoci un attimo: a. un sovranista vuole essere padrone a casa propria: controllare chi/cosa entra e chi/cosa esce; cosa si fa in casa; lo stile di vita degli abitanti della casa, eccetera... Vuole essere sovrano, padrone di sé e delle sue cose. Giusto? Giusto. b. un padrone di casa super-indebitato non è più il padrone di casa: la casa è già o sta per diventare, o può essere pignorata da un momento all'altro dai creditori. Giusto? Giusto. Quindi, come può un sovranista indebitato accettare di rimanere tale? O cessa di essere sovranista, e accoglie le richieste dei creditori (o di chi possiede la fiducia dei cre…

Sul cosiddetto "reddito di cittadinanza"

Il cosiddetto "reddito di cittadinanza" è in realtà un molto più prosaico "sussidio", o "assegno sociale". Ma è significativo che i suoi fautori lo chiamino proprio così: "reddito di cittadinanza".

Il "reddito", in primo luogo, è "l'utile che deriva dall'esercizio di un mestiere", scrive la Treccani. Solo secondariamente la parola "reddito" è associabile a una "rendita", come può essere una pensione, la quale va a formare in effetti il "reddito" annuale di un pensionato.
Nel campo semantico del "reddito", come pure nella "rendita", sono impliciti il "ritornare" e il "rendere", termini che implicano necessariamente lo scambio, ben evidenziato dal prefisso "ri-/re-". "Rendere" non è solo "dare", è dare poiché si è avuto o anche, per il recipiente, avere per aver in precedenza dato. In quest'ultimo senso una pensione è…