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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2019

L'equivoco sulla cultura

L'equivoco sulla cultura è solo un aspetto, forse più evidente di altri, di un equivoco generale che consiste nel far coincidere quel che esiste, e che è sempre stato fatto, con il Bene.
Ma andiamo con ordine.
Nel gennaio scorso ho visitato il Museo Egizio di Torino, erano i primissimi giorni dell'anno. Il museo è stato ristrutturato e ripensato pochi anni fa. Il direttore, nell'audio-guida, spiega che si è deciso di dare inizio al percorso museale focalizzandosi sulla storia del museo, esponendo la biografia e le immagini dei fondatori, i primi pezzi della raccolta - cioè i pezzi accumulati per primi e i pezzi concettualmente fondativi. S'è perfino tentato, usando qualche armadietto ottocentesco, di creare una stanza del primigenio museo, un misto fra laboratorio d'antiquariato e caffè con antichità esotiche.Questa scelta dà un messaggio importante: la soglia d'entrata conta; il contesto è essenziale. La scelta è voluta e consapevole.

Negli stessi giorni, il m…

Sovranisti indebitati?

Non mi interessa la fazione politica. Potete essere sovranisti o europeisti; di destra, di centro, di sinistra o indipendenti. (Io non parteggio: sono ancora più indipendente di chi si dichiara indipendente). Ma alcuni fatti sono inoppugnabili. Fra gli altri uno in particolare: Non si può essere sovranisti e super-indebitati! Si tratta di una contraddizione insanabile. Pensiamoci un attimo: a. un sovranista vuole essere padrone a casa propria: controllare chi/cosa entra e chi/cosa esce; cosa si fa in casa; lo stile di vita degli abitanti della casa, eccetera... Vuole essere sovrano, padrone di sé e delle sue cose. Giusto? Giusto. b. un padrone di casa super-indebitato non è più il padrone di casa: la casa è già o sta per diventare, o può essere pignorata da un momento all'altro dai creditori. Giusto? Giusto. Quindi, come può un sovranista indebitato accettare di rimanere tale? O cessa di essere sovranista, e accoglie le richieste dei creditori (o di chi possiede la fiducia dei cre…

Sul cosiddetto "reddito di cittadinanza"

Il cosiddetto "reddito di cittadinanza" è in realtà un molto più prosaico "sussidio", o "assegno sociale". Ma è significativo che i suoi fautori lo chiamino proprio così: "reddito di cittadinanza".

Il "reddito", in primo luogo, è "l'utile che deriva dall'esercizio di un mestiere", scrive la Treccani. Solo secondariamente la parola "reddito" è associabile a una "rendita", come può essere una pensione, la quale va a formare in effetti il "reddito" annuale di un pensionato.
Nel campo semantico del "reddito", come pure nella "rendita", sono impliciti il "ritornare" e il "rendere", termini che implicano necessariamente lo scambio, ben evidenziato dal prefisso "ri-/re-". "Rendere" non è solo "dare", è dare poiché si è avuto o anche, per il recipiente, avere per aver in precedenza dato. In quest'ultimo senso una pensione è…