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Visualizzazione dei post da 2014

Un gioco troppo facile

Non si è riflettuto abbastanza, a mio parere, sulle conseguenze economiche della completa digitalizzazione della pubblica amministrazione. Soprattutto nei paesi, come l'Italia, che interpretano la digitalizzazione soprattutto come un sistema di controllo sui comportamenti illegali/da correggere.

Già ora viviamo in una sorta di sistema "implicativo" o "allegante": per tutta una serie di beni, ogni volta che li acquistiamo acquistiamo in realtà il primo anello di una "catena". Crediamo di acquistare solo il bene economico in se, in realtà compriamo tutta una filiera. E non si tratta della filiera che ha prodotto il bene in questione, ma di una filiera "futura";
per esempio compriamo un'auto e ci accolliamo la catena di bolli, revisioni, assicurazioni, service, manutenzioni etc.
compriamo una casa e ci accolliamo, tasse, bollette etc.
compriamo una televisione e ci accolliamo gli abbonamenti pubblici e privati
compriamo una caldaia e ci acc…

Riforma e consenso

Secondo una credenza radicata - al punto che raramente qualcuno la enuncia - riformare un sistema significa perdere consensi.
Riformare la pubblica amministrazione, in un paese come l'Italia, significa perdere consensi; riformare i rapporti fra settore pubblico e piccola impresa significa perdere consensi.

Eppure la realtà potrebbe essere molto diversa. Proviamo a ipotizzare qualcosa di diverso per controinduzione:
per non distruggere consensi ogni riforma dovrebbe consegnare ad alcuni soggetti il valore aggiunto sottratto ad altri. In altre parole ogni riforma dovrebbe riuscire a trasformare, spostare i consensi, dai puniti ai premiati.
Per esempio: un taglio consistente della spesa pubblica (= perdita di consensi) dovrebbe essere realizzato contestualmente a un taglio corposo delle tasse (=creazione di consensi). Un problema può sorgere nel passaggio dalla prima fase alla seconda. E' in questo passaggio che gli alfieri della conservazione cercano di gettare la fantomatica chi…

Dicotomia italiana

Sentivo ripetere, (meno di recente, di più fino a qualche tempo fa), che destra e sinistra italiane sono identiche: stessi programmi, stesse idee, stessa visione della democrazia e della giustizia sociale.
Sarà stato anche vero, superficialmente... In realtà l'Italia mi sembra in preda a una dicotomia che raramente, in passato, ha raggiunto i livelli dell'attuale parossismo.
Uno degli effetti della formidabile rigidità lavorativa degli ultimi trent'anni - rigidità i cui effetti più visibili sono la disoccupazione al 13,5% (giovanile al 40%) - è proprio, a mio modo di vedere, la formazione di due opposte visioni del mondo e della realtà, una differenza radicale ("antropologica" direbbero) fra la concezione economicamente garantista e quella liberal-rapace. La divisione fra le due "strutture a priori" è talmente profonda da rendere impossibile il mutuo scambio di opinioni su basi condivise.
Facciamo alcuni esempi:
- realizzare una strada è - in termini as…

Libertà e impiegati pubblici

Dovrebbe esistere una legge, almeno in Italia, che impedisca a quanti vivono di uno stipendio pubblico di parlare in difesa della libertà. La libertà, secondo costoro, avrà sempre e solo a che fare con la morale individuale; mai con la morale pubblica. La libertà non può riguardare mai la pubblica moralità, ma solo la sfera personale e privata. Privato e pubblico corrispondono, nella ragione accademica e dell'impiegato statale, a libero e vincolato.
Libertà --> nella sfera privata
Vincolo --> nella sfera pubblica
Viceversa chiunque non dipenda dalla vacca statale tende a conformarsi secondo un principio affatto opposto che oggi, nel nostro paese, gode di ampio e diffuso discredito:
Libertà --> nella sfera pubblica
Vincolo --> nella sfera privata
Questo è un pensiero di "destra", mentre il primo è un pensiero di "sinistra".

"Favorire gli investimenti"

Uno dei principali punti all'odg delle istituzioni economiche europee che circondano di attenzioni il governo italiano è il seguente: "favorire gli investimenti"; fa pendant con l'altro mantra "incentivare i consumi"... dopotutto il consumo è un investimento in.... felicità? O tale dovrebbe essere secondo il capitalismo in voga.
Per il governo italiano gli scarsi investimenti sono il problema economico principale dopo la disoccupazione.

Quali sono le cure messe in gioco per "favorire gli investimenti"?
1. favorire il credito bancario
2. rafforzare il potere d'acquisto dei consumatori
3. ideare diversi e arzigogolati incentivi fiscali sulle più varie e fantasiose attività
4 .... (basta, idee finite)

Tutti lamentano che queste idee non funzionano... gli investimenti non ripartono ma languono.
Come esserne sorpresi? Ognuno di noi può facilmente capire, indagando la propria psiche, che cosa faccia realmente partire gli investimenti...
Perché una p…

... e se invece fossimo nel giusto?

In Italia è un pianto senza fine, ininterrotto; un lamento ripetitivo sui mali nazionali, il "declino strutturale" (formula ingegneristica e inossidabile di lamento). Si lamenta:

la mancanza di merito,
l'inadeguatezza della scuola,
le baronie universitarie,
il conservatorismo delle famiglie,
l'elitismo delle classi dirigenti,
la rapacità delle classi politiche,
l'astrusità delle leggi,
la chiusura delle professioni,

e poi

il calo dei consumi,
il crollo dell'edilizia,
la deindustrializzazione,
i diritti sindacali acquisiti
gli eccessi dello stato

I lamenti sono asfissianti e noiosissimi, ma pur sempre tollerabili rispetto alla loro diretta conseguenza: il "cambiare le cose"; "come cambiare le cose?"; "come invertire la rotta?"; "non è tardi per cambiare le cose?"; "significa cambiare radicalmente le cose"; "l'unica soluzione per cambiare le cose", cambiare le abitudini, cambiare rotta, invertire i…

Speriamo nella Troika

L'ho scritto mesi fa, prima di Monti, quando ancora imperversava Berlusconi. Oggi siamo con berluschino-renzino... peggio che mai! Con Monti e Letta ero tornato a sperare, ma questo paese non si merita nulla.
Speriamo nella troika, l'attendo con ansia. Arrivate presto per favore, prima possibile.
La gente non l'ha ancora capito che la troika è dalla sua parte. Si beve le idiozie dei nostri politici.
Venite, venite, con le vostre ventiquattr'ore e fate un ministero dopo l'altro, a tappeto.

Negoziamo?

In Italia vi sono numerosi eccellenti traduttori, perché gli italiani hanno un retaggio storico sconfinato fitto di negoziati e contrattazioni.
Viceversa, i popoli anglosassoni sono poco propensi a tradurre come lo sono a negoziare e a contrattare le proprie posizioni con interlocutori e avversari.
Ovviamente il primo frutto della negoziazione è politico e nei diversi sistemi politici possiamo osservare i vantaggi e i danni della contrattazione continua. In Italia il debito pubblico e la mediazione culturale; nei paesi anglosassoni il dominio economico e la predisposizione all'obesità...

Un male italiano (ma non solo): la cooptazione

E' un male molto italiano quello di considerare la politica come uno strumento utile a cooptare gruppi e classi economiche dinamiche e così facendo, poco alla volta, neutralizzarle. E' successo all'inizio dell'unificazione, è successo con la lega e sta succedendo ora con Grillo e i suoi seguaci.
Chi possiede il potere è disposto a spartirlo con chi è in ascesa pur di mantenerne una parte consistente. Chi è in ascesa si lascia volentieri sedurre dal potere anziché farsi trascinare dalla tentazione di creare le condizioni che consentano alla propria ascesa di continuare, estendersi ad altri e rafforzarsi.
Così la spartizione del potere trasforma ogni spinta innovativa in conservazione.

Deformi mitologie nazionali

Mi disgusta il recente ritornello nazionale su un "nuovo rinascimento italiano". A tale proposito vorrei citare uno storico italiano che lavora a Parigi e che ha scritto, nel 2006, un libro molto interessante sull'Italia:

"L'inizio dei lavori per il taglio di Suez (1859) aveva spinto la Gran Bretagna a considerare sotto una particolare luce le potenzialità geopolitiche della penisola italiana: uno stato italiano unito, in grado di prendere il posto dell'Austria come contrappeso alla Francia nel mediterraneo centrale, non poteva che essere visto di buon occhio a Londra. [...]
[Dopo l'armistizio di Villafranca] la diplomazia britannica fu impensierita da una possibile espansione dell'egemonia francese nella penisola. [...][successivamente] La spedizione di Garibaldi nel sud fu vista [dagli inglesi] come il crollo definitivo della ambizioni francesi [e come l'occasione] di stabilire nella penisola un nuovo equilibrio di potenza più favorevole ai dis…

Contraddizioni: unione fiscale o sovranità contro la troika?

Sento un giornalista su radio3 (credo Andrea Cangini), la mattina, rispondere, a poca distanza l'uno dall'altro, a due ascoltatori.
Al primo ascoltatore, antieuropeista, il giornalista risponde che un'uscita dell'Italia dall'Unione sarebbe impensabile e assurda, foriera di disastri; che l'unica soluzione per uscire dal pantano è l'unione fiscale e l'emissione degli eurobond. Al secondo ascoltatore, renziano convinto e assertore di deficit da sfondare il medesimo giornalista risponde che sì, va bene sfondare il deficit, ma attenzione! perché se esageriamo finiamo come la Grecia con la troika europea che viene a mettere il naso nei nostri conti pubblici e addio al residuo di sovranità nazionale che ci resta.
Ora io dico... non è contraddittorio questo atteggiamento? Da un lato suggerire la progressiva unione fiscale, dall'altro paventare la perdita della sovranità per opera della troika... l'unione fiscale non equivale alla rinuncia alla sovranità…

Ancora sul fisco: perché gli sgravi anziché i tagli delle aliquote irpef?

Una delle perversioni maggiori del superfisco europeo e italiano in particolare è la pratica dello sgravio: deduzioni e detrazioni.
Un governo "illuminato" decide di restituire soldi ai lavoratori ipertassati? Si inventa un nuovo sgravio fiscale! Aumenta una detrazione, incrementa il limite massimo di deduzione di una certa operazione; mette in deduzione altre spese. Incrementa il "bonus" figli, elettrodomestici, ristrutturazioni, impianti fotovoltaici e via discorrendo.
Ma perché, dico io, non decide semplicemente di tagliare le imposte? Ridurre una di quelle percentuali irpef il cui destino manifesto è sempre e da sempre quello di potere solamente salire?
Il taglio dell'imposta sarebbe più equo dell'aumento degli sgravi, più costituzionalmente onesto: la legge uguale per tutti: per chi ha figli e per chi non ne ha, per chi vuole ristrutturare e per chi ha già ristrutturato, per chi cambia l'auto oggi e per chi lo farà fra due anni. Invece con gli sgra…

Ma quale sciopero fiscale?

Volete versare meno imposte e tasse allo stato? Un modo c'è...
Recentemente il governo Monti e poi il governo Letta hanno disintegrato il neonato settore delle sigarette elettroniche imponendo su di esse una supertassazione, la quale oltre a scoraggiarne l'uso, ha fatto fallire migliaia di esercizi commerciali dediti al commercio dei nuovi aggeggi.
E' stato osservato da eminenti oncologi che le sigarette elettroniche stanno risolvendo la dipendenza da tabacco di milioni di fumatori. Sebbene esistano ancora dubbi sull'effettiva sicurezza per la salute dei liquidi usati dalle sigarette elettroniche, pare certo che queste ultime evitino a chi le usa la maggior parte dei gravi malanni causati dalle sigarette tradizionali. Umberto Veronesi si è lamentato della supertassazione governativa sulle sigarette elettroniche sostenendo che queste ultime potrebbero allungare la vita a milioni di tabagisti.
A me non interessa entrare nella polemica: può darsi che le sigarette elettron…

La renzata

Renzi e gli amici suoi han fatto la renzata. E va bene, mi dico, vediamo come va a finire.
Certo è che se va a finire bene, come tutti ci auguriamo per il bene nostro, allora sarebbe l'ennesima riprova del fatto che l'Italia non è una vera democrazia. Se una manovra di palazzo di bassa lega è l'unico strumento per far trionfare il bene collettivo, siam messi come nell'Italia del cinquecento.
E se va a finir male ? (come mi sembra probabile..) Se Renzi non risolve alcuno dei problemi gravi di questo paese (vedi programma impopolare esposto nel biglietto precedente), allora potremo dire, almeno, "non poteva essere che così" e conservare, pur nel generale disfacimento, un po' di fiducia nella ragionevolezza del sistema. L'importante è che, comunque vada, Renzi non si debba tenerselo vent'anni, com'è stato col Berlusca....

Un programma di governo molto impopolare

[in attesa di finire il post su Gormenghast abbozzo questo...]

Programma di governo ultra-impopolare (bozza)


riduzione a € 92.600 di tutti gli stipendi (retribuzione complessiva) dirigenziali di prima fascia nella pubblica amministrazione (inclusi alti magistrati, professori universitari, segreterie ministeriali). Il denaro risparmiato confluisca nell'abbattimento del cuneo fiscale alle imprese.riduzione a € 69.900 di tutti gli stipendi (retribuzione complessiva) dirigenziali di seconda fascia nella pubblica amministrazione. Il denaro risparmiato confluisca nell'abbattimento del cuneo fiscale alle imprese.abolizione dei consigli regionali elettivi. I consigli regionali rimangono in piedi ma sono formati dai sindaci dei principali comuni nella regione (o da loro appositi assessori/rappresentanti)alle regioni rimanga la delega sulla gestione del territorio (agricoltura/allevamento/pesca), della formazione professionale e alle grandi infrastrutture regionali; alle province, che non…

Con troppe cerimonie

Forse questo blog potrebbe occuparsi solo dei rapporti fra letteratura e politica.

Uno dei libri fantasy più pallosi che mi sia capitato di leggere è Tito di Gormenghast (Titus Groan), in cui autore - Mervyn Peake - si profonde ogni due paragrafi in elaborate e interminabili descrizioni di giochi di luce sulle più svariate superfici. Potrebbe forse piacere a un esperto di rendering con la passione per gli aspetti metafisici del suo lavoro.
Ho commesso la doppia insensatezza di leggerlo e di farlo in traduzione italiana, laddove invece leggendolo in inglese avrei almeno arricchito il mio lessico e colto le sfumature linguistiche originali.

Ad ogni modo, malgrado le palle enfiantesi, ho letto tutto Tito di Gormenghast (il primo della trilogia, gli altri due mi rifiuto... per ora) perché si tratta, in seconda o terza istanza, anche di un romanzo "politico". Descrive un regno decaduto, decrepito e fatiscente, polveroso, marcio, crollante su se stesso, sprofondante in rovina. Poic…

Il candidato sindaco

Ieri incontro pubblico del principale candidato sindaco nella città in cui risiedo.
Credo di non aver condiviso nemmeno una delle cose dette da costui... e dire che è un rappresentante del partito al quale, per bene o per male, sono più vicino (evidentemente non è così).
Tre "cose" in particolare mi hanno fatto sorridere amaramente:
1. l'America
2. l'ospedale
3. (legato al 2.) il Comune come un'azienda

1. Fa proprio ridere sentir parlare dai politici italiani, di qualsiasi taglia, quando non addirittura da rappresentanti sindacali o delle imprese, di "come fanno in America..."; oppure "sapete come fanno in America?"... e via con l'aneddoto di turno a rivelare quanto siano seri, ingegnosi e diretti gli statunitensi.
A me queste uscite fanno pensare a un tonno che dicesse agli altri tonni: "avete fame? Non sapete cosa mangiare? Non sapete come fanno le aquile?" "le aquile fanno così... piombano dal cucuzzolo della montagna e a…

L'errore di Grillo

L'acredine nazionale contro la classe politica ha raggiunto il suo apice ed è sostenuta da disoccupazione, cassa integrazione, elevata tassazione, elevata burocrazia, slogan demagogici e populistici.
Il blog di Beppe Grillo e il suo movimento sono genitori morali di questa situazione, continuano ad alimentarla, a trarne consensi e a renderla endemica.
Peccato che in termini di rapporto fra cittadini, istituzioni e delega di sovranità si tratti di un errore strategico madornale.
Dunque, ricapitolando la situazione della sovranità italiana:
il cittadino elegge rappresentanti ai quali delega la propria sovranità. Oltre a fare altre cose, tali rappresentanti svolgono (o dovrebbero poter svolgere) una funzione di tutela degli interessi dei cittadini tutti di fronte allo Stato e ai suoi funzionari, i quali possono concretamente prendere decisioni che influenzano ogni giorno l'intera collettività e i singoli.
La funzione di tutela svolta dai politici/rappresentanti è essenziale, se n…

Hollywood e le streghe - nuovi modelli di critica sociale

Per una serie di circostanze del tutto casuale, fra le quali prevale la noia, ho visto di recente, quasi di fila, quattro film hollywoodiani di recente fattura. Diciamo pure che si tratta di quattro film molto commerciali e appartenenti prevalentemente al genere fantascienza/distopia.
Si tratta di Elysium, In time, Hunger Games e Hunger Games 2.
Per quanto concerne il valore di questi film in quanto film (insieme di sceneggiature, costumi, scenografie, recitazione, regia) da uno a dieci assegnerei sei e mezzo al primo, quattro al secondo, sette al terzo e sei e mezzo al quarto. Ma non è di questo che volevo parlare, volevo parlare della distopia descritta in questi film.
In tutti i casi si tratta della descrizione di civiltà contraddistinte da una profondissima e pressoché incolmabile disparità sociale: masse di disperati da un lato, circoli elitari di super ricchi dall'altro.
E' evidente che siamo di fronte a film di genuina critica sociale nei quali le consuete (ma diciamo &…

Segnali di decadenza: mentire sul poco per conto di...

Una supplente di italiano di mia conoscenza, da pochi giorni in una nuova scuola, deve partecipare agli scrutini relativi al primo quadrimestre di lavoro. Poiché nei mesi precedenti l'insegnante titolare si è presentata molto di rado, ma pur sempre chiedendo aspettative o malattia di breve periodo, il preside (assecondando una direttiva di ordine economico da parte del MIUR) ha cercato di sostituire l'assente usando le ore buche del corpo docente, anziché nominando un supplente regolare. Risultato: la classe non ha svolto nulla del programma previsto e non sono state fatte verifiche dalle quali risultino voti a registro sufficienti allo scrutinio del quadrimestre già concluso. E fin qui, nulla di eccezionale, ordinaria inefficienza della scuola italiana in tempo di crisi.
Ma ora viene il bello: l'insegnante precaria finalmente subentrata rileva al preside che
a. il programma non è stato svolto
b. non ci sono voti a registro sufficienti per lo scrutinio
Sul punto a. il pres…

Segnali di decadenza: i farmaci miracolosi

A metà degli anni Novanta l'AIDS era ancora la più temibile minaccia per la salute mondiale. Non esistevano i farmaci retrovirali e i malati di AIDS, quelli ricchi e potenti, erano all'affannosa ricerca di un rimedio che li salvasse da un'orribile fine.
Fu in quel contesto che un team di scienziati armeni iniziò a sperimentare sui malati un nuovissimo farmaco: l'"armenicum", senza aver mai concluso una fase sperimentale condivisa da e con la comunità scientifica internazionale.
L'armenicum era un esperimento iniziato negli anni ottanta, elaborato ma non sperimentato e comunque estraneo ai circuiti scientifici. Subito dopo aver iniziato a usarlo, gli armeni sostennero di aver trovato la cura per l'AIDS e centinaia di malati si recarono effettivamente a Yerevan, in cerca di speranza.
In realtà nessuno ha mai dimostrato scientificamente - dati alla mano - che l'armenicum funzionasse. Si parlava, e si parla ancora, di favolose guarigioni e di misterio…

Su immediatezza e destino come strumenti del Sublime

Un dogma dei 5 stelle: l'immediatezza della partecipazione on-line.
L'immediatezza come strumento persuasivo foriero di consenso politico è equivalente al "destino" della nazione, del popolo. Come nel destino, Zeitgeist del popolo, il singolo realizza compiutamente, per l'apporto suo e degli altri, una causa comune inevitabile e imprescindibile (causa finale e iniziale), così nell'immediatezza telecomunicativa il singolo si realizza nell'atto collaborativo stesso. L'immediatezza in tal senso è un'anticipazione nella sfera del singolo di quel destino che alla fine si affermerà nella sfera collettiva. La propria piccola rivoluzione...
Ovviamente entrambi, il destino e l'immediatezza sono artifici retorici, perché il destino resta sempre imperscrutabile e l'immediato è sempre mediatissimo. La loro caratteristica è di appartenere al registro Sublime, giacché non persuadono o convincono rendendosi comprensibili, raggiungibili da chiunque ascolt…

Italia: contabilità vs strategia, segnali di decadenza

L'Italia non è più capace di strategia, ma solo di contabilità. E anche quest'ultima, alla meglio.
Gli ultimi due governi, Monti e Letta, lo dimostrano in pieno... in entrambi gli esecutivi la prima preoccupazione del premier è sempre stata la rassicurazione dei mercati in merito ai conti pubblici. Quasi che il presidente del consiglio fosse prima di tutto un buon contabile, un ragioniere su cui fare affidamento.

Ma sarebbe iniquo ridurre a Monti e Letta il problema "contabilità versus strategia". La strategia pubblica è assente in Italia da molto tempo, dagli anni settanta forse.
Berlusconi era un buono stratega nell'ordire i propri interessi e nel predisporre campagne elettorali. Purtroppo non ha mai impiegato alcuna "strategia" nel governare il paese; non ha perseguito un disegno ambizioso per il bene collettivo, per l'identità nazionale, ma solo per il proprio tornaconto personale... e questo è il vero segno di decadenza;
Una strategia di govern…