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Determinismo e videogiochi

Il videogioco di strategia politico/militare, Civilization per esempio, è un buon esempio di incompletezza degli insiemi.
Il videogioco strategico pone un obiettivo finale, che risulta un punto d'arrivo, l'ultima di una serie di possibili mosse. Con la quale il gioco finisce. Potrebbe essere assimilato al determinismo storico. Se non fosse per un piccolo particolare: il gioco può riprendere dall'inizio, mentre il materialismo storico dovrebbe arrivare a un approdo definitivo, oltre il quale non è possibile/concepibile il fatto di "ricominciare daccapo". Il fatto di poter ricominciare svela il trucco! E svela di riflesso la debolezza, cioè l'incompletezza, dell'insieme di tutti gli elementi che formano il determinismo storico: non sono reali, non sono perpetui, ma relativi a una particolare "partita".

L'eterno ritorno, la ciclicità storica, è un'idea affine al determinismo: muove dal presupposto che eventi analoghi si ripetano a distanza …
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La carica del determinismo ambientalista

Nello gestione dello Stato, contro la seduzione del determinismo, dovremmo ritenere che gli esiti dipendano solo dalla volontà e dal buon senso del legislatore e del governo.

Il determinismo ambientalista tuttavia non vanifica o sminuisce l'attività del legislatore, ma le sottrae ogni competenza in materia di difesa ambientale: fa della protezione dell'ambiente un tema predibattimentale, un presupposto al pari della libertà e dell'uguaglianza. Anzi, fa dipendere la libertà dei popoli dalle tutele ambientali: in assenza di una seria ed efficace politica ambientale la libertà dei popoli corre seri rischi e il determinismo diviene assoluto. [vedi J. Diamond]

A rigor di logica ogni forma di determinismo esclude qualunque altra forma di determinismo. Il determinismo ambientalista non può sussistere contemporaneamente al determinismo storico, o ad altro determinismo, ma deve in qualche modo determinarli.

L'idea forte

Un nuovo spettro si aggira nell'occidente alle soglie della terza decade del XXI secolo.
Di sicuro uno spettro. Ma forse non molto nuovo. Che cosa accomuna Salvini in Italia, Orban in Ungheria, Bolsonaro in Brasile, Trump negli USA, Putin in Russia? C'è un gruppetto di sedicenti filosofi e osservatori, fautori di un antiglobalismo di destra, di una critica radicale alle democrazie liberali e al capitalismo avanzato, che include Steve Bannon, Alexander Dugin, Olavo de Carvalho (brasiliano), Diego Fusaro (italiano). Sono fautori, quasi tutti e in modo sorprendentemente omogeneo, di un rigetto o di una rivisitazione fantasiosa del marxismo (la cui odierna attuazione si cela, secondo loro, in ogni anfratto di qualunque organizzazione complessa attiva nel mondo contemporaneo); ostili al multiculturalismo o interculturalismo, alla cancellazione delle frontiere e a ogni altro dogma politico ed economico del mondo globalizzato. Inneggiano, pur tergiversando, al nazionalismo... ma su q…

La macchina del fango del M5S fa paura

La Lega è in calo nei sondaggi (dal 36% di aprile 2018 al 30% di maggio). Un po' perché non ha portato a casa quasi nulla. Ma soprattutto perché in marzo il M5S ha cambiato il bersaglio della sua strepitosa macchina del fango: dal PD, storico avversario, alla Lega, nuovo avversario. Le elezioni regionali in Sardegna, malamente perse dai 5S, sono state la causa del cambiamento. Renzi e il PD sono stati letteralmente fatti a pezzi dalla macchina del fango M5S: ricordate il padre della Boschi? Quello che alla fine era innocente (così decretò la corte). Con quello l'M5S fece di tutto: massacrò un intero gruppo politico agli occhi dell'opinione pubblica, con una solerzia e un'infaticabilità e un'estensione di fuoco viste di rado nel nostro paese. Oggi il bersaglio è Siri, più ogni parola che esce dalla bocca di Salvini (prima da quella di Renzi). Mentirei se dicessi che mi dispiace per loro, ma al tempo stesso la cosa m'inquieta: oggi loro, domani chi? Uno degli el…

Una Lega sballata

Oh, un sovranista non deve mica credere alle boiate che racconta. Orban mica ci crede; gli servono per ottenere consenso e fare dell'altro. Ma questo Salvini l'ha capito?

La Lega cresce nei sondaggi. La Lega cavalca i temi del momento: sicurezza, immigrazione, sovranità. Il suo leader, Salvini, macina consensi e simpatie: ha sempre la battuta pronta. Smonta gli avversari, sa farsi vittima innocente in qualunque contrasto (ha un vero genio per l'autocommiserazione). E il M5S insegue, arranca, abbozza.

Ma sarà proprio così?

Sì la Lega ha visto crescere il suo consenso... ma per farne cosa? In economia e diplomazia quasi nulla. In pratica per portare avanti molte iniziative populiste del tutto simili a quelle del Movimento 5 stelle; se non direttamente quelle del movimento: quota 100, la flat tax a livello di proposta e poco altro. Per il resto Salvini sembra interessarsi solo a immigrazione e castrazione: alquanto sintomatico! Fa sul serio, capite, quando se la prende con gl…

Cosa chiede Greta

Se cambiano realmente le priorità collettive, l'intera organizzazione della società deve cambiare. Se al centro dei fini - quindi nel centro della focalizzazione etica - non c'è più l'individuo con i sui diritti, bensì l'ambiente con ogni forma di vita terrestre, le leggi non possono che cambiare.
Facciamo un esempio: le strisce pedonali. La precedenza concessa a chi attraversa sulle strisce risponde al principio di favorire l'individuo debole contro l'individuo più forte, a bordo del mezzo motorizzato. Rispondono blandamente anche a un'esigenza ecologica: favorire i pedoni sugli altri. Ma consideriamo un autobus pieno di gente costretto a rallentare e fermarsi per far passare un singolo pedone sulle strisce. Tale situazione prefigura uno spreco energetico e un maggiore inquinamento, dovuti alla frenata del mezzo e alla sua accelerazione del tutto evitabili se l'autobus avesse potuto continuare la sua corsa. Ecco che il codice della strada andrebbe camb…

In cerca di intestazione politica

Se fossimo un paese politicamente matura, i partiti politici (o movimenti che dir si voglia) farebbero a gara per intestarsi un'agenda politica validissima:
LA SOLUZIONE DEL SUPER DEBITO PUBBLICO italiano.

Perché i partiti non fanno a gara per intestarsi la soluzione a questo problema?

Spiegare in quanti modi ci danneggia il superdebito è facilissimo:

Ci sono prima di tutto i rischi. Il debito pubblico
- mette a rischio l'assistenza sanitaria
- mette a rischio i risparmi
- mette a rischio la scuola pubblica e la ricerca universitaria

Ci sono poi gli ostacoli veri e propri. Il debito pubblico:
- impedisce una rapida e corretta manutenzione delle opere pubbliche
- impedisce di abbassare le tasse
- impedisce un adeguamento degli stipendi pubblici e delle pensioni all'inflazione

Oltre ai rischi e agli impedimenti concreti generati dal debito, c'è l'esposizione del paese alle richieste dei creditori e alle mire degli speculatori finanziari.

Perché nessuno vuole intestar…