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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2014

Con troppe cerimonie

Forse questo blog potrebbe occuparsi solo dei rapporti fra letteratura e politica.

Uno dei libri fantasy più pallosi che mi sia capitato di leggere è Tito di Gormenghast (Titus Groan), in cui autore - Mervyn Peake - si profonde ogni due paragrafi in elaborate e interminabili descrizioni di giochi di luce sulle più svariate superfici. Potrebbe forse piacere a un esperto di rendering con la passione per gli aspetti metafisici del suo lavoro.
Ho commesso la doppia insensatezza di leggerlo e di farlo in traduzione italiana, laddove invece leggendolo in inglese avrei almeno arricchito il mio lessico e colto le sfumature linguistiche originali.

Ad ogni modo, malgrado le palle enfiantesi, ho letto tutto Tito di Gormenghast (il primo della trilogia, gli altri due mi rifiuto... per ora) perché si tratta, in seconda o terza istanza, anche di un romanzo "politico". Descrive un regno decaduto, decrepito e fatiscente, polveroso, marcio, crollante su se stesso, sprofondante in rovina. Poic…

Il candidato sindaco

Ieri incontro pubblico del principale candidato sindaco nella città in cui risiedo.
Credo di non aver condiviso nemmeno una delle cose dette da costui... e dire che è un rappresentante del partito al quale, per bene o per male, sono più vicino (evidentemente non è così).
Tre "cose" in particolare mi hanno fatto sorridere amaramente:
1. l'America
2. l'ospedale
3. (legato al 2.) il Comune come un'azienda

1. Fa proprio ridere sentir parlare dai politici italiani, di qualsiasi taglia, quando non addirittura da rappresentanti sindacali o delle imprese, di "come fanno in America..."; oppure "sapete come fanno in America?"... e via con l'aneddoto di turno a rivelare quanto siano seri, ingegnosi e diretti gli statunitensi.
A me queste uscite fanno pensare a un tonno che dicesse agli altri tonni: "avete fame? Non sapete cosa mangiare? Non sapete come fanno le aquile?" "le aquile fanno così... piombano dal cucuzzolo della montagna e a…

L'errore di Grillo

L'acredine nazionale contro la classe politica ha raggiunto il suo apice ed è sostenuta da disoccupazione, cassa integrazione, elevata tassazione, elevata burocrazia, slogan demagogici e populistici.
Il blog di Beppe Grillo e il suo movimento sono genitori morali di questa situazione, continuano ad alimentarla, a trarne consensi e a renderla endemica.
Peccato che in termini di rapporto fra cittadini, istituzioni e delega di sovranità si tratti di un errore strategico madornale.
Dunque, ricapitolando la situazione della sovranità italiana:
il cittadino elegge rappresentanti ai quali delega la propria sovranità. Oltre a fare altre cose, tali rappresentanti svolgono (o dovrebbero poter svolgere) una funzione di tutela degli interessi dei cittadini tutti di fronte allo Stato e ai suoi funzionari, i quali possono concretamente prendere decisioni che influenzano ogni giorno l'intera collettività e i singoli.
La funzione di tutela svolta dai politici/rappresentanti è essenziale, se n…

Hollywood e le streghe - nuovi modelli di critica sociale

Per una serie di circostanze del tutto casuale, fra le quali prevale la noia, ho visto di recente, quasi di fila, quattro film hollywoodiani di recente fattura. Diciamo pure che si tratta di quattro film molto commerciali e appartenenti prevalentemente al genere fantascienza/distopia.
Si tratta di Elysium, In time, Hunger Games e Hunger Games 2.
Per quanto concerne il valore di questi film in quanto film (insieme di sceneggiature, costumi, scenografie, recitazione, regia) da uno a dieci assegnerei sei e mezzo al primo, quattro al secondo, sette al terzo e sei e mezzo al quarto. Ma non è di questo che volevo parlare, volevo parlare della distopia descritta in questi film.
In tutti i casi si tratta della descrizione di civiltà contraddistinte da una profondissima e pressoché incolmabile disparità sociale: masse di disperati da un lato, circoli elitari di super ricchi dall'altro.
E' evidente che siamo di fronte a film di genuina critica sociale nei quali le consuete (ma diciamo &…

Segnali di decadenza: mentire sul poco per conto di...

Una supplente di italiano di mia conoscenza, da pochi giorni in una nuova scuola, deve partecipare agli scrutini relativi al primo quadrimestre di lavoro. Poiché nei mesi precedenti l'insegnante titolare si è presentata molto di rado, ma pur sempre chiedendo aspettative o malattia di breve periodo, il preside (assecondando una direttiva di ordine economico da parte del MIUR) ha cercato di sostituire l'assente usando le ore buche del corpo docente, anziché nominando un supplente regolare. Risultato: la classe non ha svolto nulla del programma previsto e non sono state fatte verifiche dalle quali risultino voti a registro sufficienti allo scrutinio del quadrimestre già concluso. E fin qui, nulla di eccezionale, ordinaria inefficienza della scuola italiana in tempo di crisi.
Ma ora viene il bello: l'insegnante precaria finalmente subentrata rileva al preside che
a. il programma non è stato svolto
b. non ci sono voti a registro sufficienti per lo scrutinio
Sul punto a. il pres…

Segnali di decadenza: i farmaci miracolosi

A metà degli anni Novanta l'AIDS era ancora la più temibile minaccia per la salute mondiale. Non esistevano i farmaci retrovirali e i malati di AIDS, quelli ricchi e potenti, erano all'affannosa ricerca di un rimedio che li salvasse da un'orribile fine.
Fu in quel contesto che un team di scienziati armeni iniziò a sperimentare sui malati un nuovissimo farmaco: l'"armenicum", senza aver mai concluso una fase sperimentale condivisa da e con la comunità scientifica internazionale.
L'armenicum era un esperimento iniziato negli anni ottanta, elaborato ma non sperimentato e comunque estraneo ai circuiti scientifici. Subito dopo aver iniziato a usarlo, gli armeni sostennero di aver trovato la cura per l'AIDS e centinaia di malati si recarono effettivamente a Yerevan, in cerca di speranza.
In realtà nessuno ha mai dimostrato scientificamente - dati alla mano - che l'armenicum funzionasse. Si parlava, e si parla ancora, di favolose guarigioni e di misterio…

Su immediatezza e destino come strumenti del Sublime

Un dogma dei 5 stelle: l'immediatezza della partecipazione on-line.
L'immediatezza come strumento persuasivo foriero di consenso politico è equivalente al "destino" della nazione, del popolo. Come nel destino, Zeitgeist del popolo, il singolo realizza compiutamente, per l'apporto suo e degli altri, una causa comune inevitabile e imprescindibile (causa finale e iniziale), così nell'immediatezza telecomunicativa il singolo si realizza nell'atto collaborativo stesso. L'immediatezza in tal senso è un'anticipazione nella sfera del singolo di quel destino che alla fine si affermerà nella sfera collettiva. La propria piccola rivoluzione...
Ovviamente entrambi, il destino e l'immediatezza sono artifici retorici, perché il destino resta sempre imperscrutabile e l'immediato è sempre mediatissimo. La loro caratteristica è di appartenere al registro Sublime, giacché non persuadono o convincono rendendosi comprensibili, raggiungibili da chiunque ascolt…

Italia: contabilità vs strategia, segnali di decadenza

L'Italia non è più capace di strategia, ma solo di contabilità. E anche quest'ultima, alla meglio.
Gli ultimi due governi, Monti e Letta, lo dimostrano in pieno... in entrambi gli esecutivi la prima preoccupazione del premier è sempre stata la rassicurazione dei mercati in merito ai conti pubblici. Quasi che il presidente del consiglio fosse prima di tutto un buon contabile, un ragioniere su cui fare affidamento.

Ma sarebbe iniquo ridurre a Monti e Letta il problema "contabilità versus strategia". La strategia pubblica è assente in Italia da molto tempo, dagli anni settanta forse.
Berlusconi era un buono stratega nell'ordire i propri interessi e nel predisporre campagne elettorali. Purtroppo non ha mai impiegato alcuna "strategia" nel governare il paese; non ha perseguito un disegno ambizioso per il bene collettivo, per l'identità nazionale, ma solo per il proprio tornaconto personale... e questo è il vero segno di decadenza;
Una strategia di govern…