mercoledì 27 aprile 2022

Geopolitica alle masse

 Fino a pochi decenni fa, ha scritto Manlio Graziano, chi avesse nominato la "geopolitica" sarebbe stato sbrigativamente assegnato a uno schieramento qualunque di estrema destra. Oggi non è più così e la parola geopolitica è sdoganata, anche per merito di riviste di settore come Limes che hanno scommesso su argomenti apparentemente esausti, in seguito alla fine della guerra fredda: le relazioni internazionali, il fattore umano dei popoli, la storia dei confini, e così via. Oggi esistono perfino "corsi" in geopolitica. 

Con la guerra in Ucraina Limes e la geopolitica sono saliti ancora più in alto: da argomenti sdoganati ma pur sempre rivolti a un pubblico affezionato, i ragionamenti geopolitici sono approdati in televisione nelle persone di Caracciolo e del suo giovane padawan Fabbri. Ora, per restare nella metafora cinematografica, la geopolitica è un po' come la forza: ha un lato oscuro. Questo lato oscuro ha pure un nome: si chiama determinismo geostorico. Va da se che il lato oscuro della geopolitica, come in ogni disciplina umana che si rispetti, è ben noto nella cerchia degli iniziati, che sono bene attenti, fra di loro, a segnalarne la presenza, lo sfondo, quando è una presenza neutrale, oppure il rischio, quando un intero ragionamento ne appare permeato.

Fra i non iniziati le cose funzionano diversamente...    

venerdì 4 marzo 2022

Filosofi contro il popolo

 Gli statunitensi invadono un altro paese per la libertà e dichiarandosi i paladini del bene. I russi invadono un altro paese perché "storicamente" hanno un diritto - culturale, legale, geografico - su quel paese. Le motivazioni americane sono banali, popolari, quelle russe sono intellettuali, elaborate. Anche per questo molti intellettuali italiani sono sprezzanti con gli americani, ma tolleranti, se non addirittura benevoli, con i russi: vedi Donatella di Cesare o Luciano Canfora, per non parlare di chi prudentemente si tace ma la pensa come loro... L'invasione dell'Ucraina è una variante molto concreta della prevaricazione strutturale delle classi istruite sulle classi popolari: il letterato che compatisce il ragioniere, il filosofo che, stanco della mollezza liberale, prende finalmente a schiaffi (...a pugnalate, diciamo) il consulente d'immagine; lo zelante studioso di un testo sacro che sputa alla ragazzina dalla gonna troppo corta, e via dicendo... Ovvio che ci faccia una brutta figura, come che trovi chi non esita a difenderne le ragioni. 

giovedì 17 febbraio 2022

Sul conformismo dei giornali

 Un'ulteriore conseguenza della mole di notizie false o tendenziose rovesciata on-line - soprattutto in fase di pandemia - consiste nel relegare le grandi testate giornalistiche su posizioni sempre più conformiste. Un tempo i giornali convogliavano e davano voce a un minimo di dissenso, a un minimo scarto dai punti di vista ovvii e asseverati da molti rispettabili osservatori e analisti. Oggi è impossibile, perché il dissenso è tutto convogliato altrove e i grandi giornali non ne fanno verbo, se non per denigrarlo, per non rischiare di semprare altro da quello che sono; per non sembrare cioè aggregatori di notizie o perfino social media. 

lunedì 14 febbraio 2022

Demografia e nazionalismi

"Nazionalisti ma non esclusivi", questa la grande sfida degli Stati Uniti, l'eterna sfida. I paesi nazionalisti hanno una spinta demografica che manca ai paesi semplicemente "identitari", come il Giappone. Ma il nazionalismo dovrebbe portare con se, pare necessariamente, l'esclusività, cioè il ripudio per chi non appartiene alla nazione. Ma il nazionalismo americano è su base idealistica - libertà, individualismo - e non su base etnica-storica-religiosa (e nemmeno linguistica), come il principio identitario giapponese. Per sperare in una ripresa demografica, il Giappone - ma anche i paesi europei (soprattutto Italia e Germania) - dovrebbero rifondare il proprio principio identitario su basi idealistiche e non più culturali, storiche o religiose. (L'unico grande paese europeo con basi identitarie idealistiche è la Francia.)

Geopolitica alle masse

 Fino a pochi decenni fa, ha scritto Manlio Graziano, chi avesse nominato la "geopolitica" sarebbe stato sbrigativamente assegnato...