venerdì 19 agosto 2022

Prezzo del gas e strategia russa

La Russia ha collocato il gas naturale al di fuori della legge della domanda e dell'offerta. In uno scenario normale, cioè regolato dalla legge della domanda e dell'offerta, all'aumento del prezzo del bene richiesto dovrebbe corrispondere un aumento dell'offerta perché i venditori dovrebbero approfittare del prezzo aumentato e massimizzare i profitti.


Viceversa, all'aumento del prezzo la Russia riduce ulteriorimente l'offerta provocando un ulteriore incremento del prezzo del gas. 
Ora, visto che sul lato dell'offerta il mercato è manipolato, e posto che il gas naturale rimanga un bene sul mercato, come reagirà il sistema della domanda e dell'offerta per mantenere l'equilibrio che è il suo "motore razionale"? Potrà ovviamente lavorare solo sul lato della domanda: la domanda dovrà ridursi fino a compensare la riduzione dell'offerta: se sul breve periodo la domanda non può calare velocemente, perché è alimentata da processi industriali impossibili da fermare di punto in bianco, sul medio-lungo periodo (3-5 anni) la riduzione della domanda potrà essere drastica, massiccia e soprattutto irreversibile. I compratori troveranno il gas nel proprio sottosuolo, oppure smetteranno di usarlo per rivolgersi ad altre fonti energetiche.

Si dice spesso che la legge della domanda e dell'offerta non tiene conto delle scelte irrazionali. Ma qui siamo di fronte a una scelta deliberata e razionale: l'obiettivo è far salire il prezzo del gas per mettere in difficoltà i compratori. (Si potrebbe obbiettare che le uniche scelte irrazionali sono le scelte consapevoli e razionali, essendo le scelte inconsapevoli perfettamente predeterminabili).

Dovremmo chiederci perché la Russia agisca così, apparentemente, contro i propri interessi di medio e lungo termine. Possiamo fare varie ipotesi:
1. perché ha un bisogno estremo di forzare la situazione, dettato dal fatto che sta vivendo una crisi economica - e forse politico-sociale - molto più grave di quanto voglia far credere. In altre parole sta cercando in tutti i modi di far ridurre o cessare le sanzioni economiche contro di lei in modo da poter spendere il denaro incamerato dalla vendita del gas per acquistare ciò di cui ha bisogno. Se questa è la spiegazione, significa che la Russia è in una situazione di enorme debolezza strutturale che forse non consentirà all'attuale governo di sopravvivere altri 3-5 anni.
2. perché ritiene che la situazione presente durerà ancora pochissime settimane o pochissimi mesi: così pochi da non mettere a rischio in modo irreversibile la domanda del suo gas. Questa mi sembrava la strategia iniziale, valida fino all'inizio dell'estate 2022. E' oggi contraddetta dal fatto che Gazprom minacci un inverno freddo all'Europa: è un modo per accelerare l'irreversibilità della crisi di domanda. 
3. perché ritiene, al contrario che nell'ipotesi 2, che la guerra proseguirà ancora molto a lungo e anzi si estenderà ad altri paesi europei, e quindi intende privare i futuri nemici, fin da subito, di qualunque vantaggio materiale, per renderli vulnerabili a un attacco che potrebbe essere imminente. In tal caso il flusso di gas dalla Russia dovrebbe interrompesi del tutto molto presto. 

Delle tre prospettive, la prima sembra di gran lunga la più plausibile. Ma se l'ipotesi corretta è la prima, allora l'irreversibilità del crollo della domanda dovebbe essere la principale preoccupazione russa al momento. Per non rivelare l'enorme debolezza russa, e l'inevitabile sconfitta che ne seguirà, la ripresa del flusso di gas dalla Russia dovrebbe apparire abbastanza plausibile da indurre i compratori a ritenere poco conveniente una rinuncia strutturale al gas russo (visto che tale rinuncia ha comunque altissimi costi infrastrutturali). In caso contrario, la Russia può vincere solo se l'Europa rinuncia alle sanzioni. E quanto può durare la strategia risultante dall'ipotesi 1 prima di dover essere necessariamente sostituita perché inefficace?
Ma le ipotesi 2 e 3 sono davvero implausibili? L'ipotesi 3 non è già l'esito del ragionamento appena fatto da noi sull'ipotesi 1? In altre parole, se la Russia avesse già previsto la sconfitta, non starebbe preparandosi ad allargare il conflitto? Chissà...

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