venerdì 26 luglio 2013

Fassina, il PD e le tasse

E' un po' penosa la polemica sorta nel PD dopoché il viceministro Fassina ha ipotizzato l'esistenza di "un'evasione della sopravvivenza". Penosa perché la dichiarazione di Fassina è più ingenua di quanto non avrebbe dovuto essere, dato il ruolo rivestito dallo stesso, e la reazione del PD appare, come al solito, parolaia... come se la realtà dipendesse da quel che viene detto e non, come accade, da ciò che viene fatto... come se quel che non è detto non esistesse (scriverò un post su questo: "sia quel che sia, basta che io non ne sappia nulla..." mi viene in mente un vecchio film con Gino Cervi.... basta che nessuno lo dica e il problema è già grandemente inferiore)
In ogni caso l'ingenuità di Fassina dipende da questo: la tolleranza dell'evasione fiscale in Italia è stata per anni uno strumento improprio, non formalizzato, per abbassare la pressione fiscale sulle imprese e sui consumatori. Per anni la tolleranza dell'evasione ha ottenuto i risultati che sarebbero spettati, maggiori ancora, a un piano di governo serio e programmatico. Poiché quest'ultimo non si riusciva a fare (o non si voleva fare) a causa dell'instabilità politica o degli interessi di parte, la tolleranza dell'evasione è stata l'unica soluzione, l'unico sistema per fare, poco e male, quel che andava fatto.
Tremonti aveva quasi teorizzato questa funzione "incentivante" dell'evasione (ricordo un excursus in occasione di un raduno generale della Guardia di Finanza trasmesso in TV in un anno di mia assoluta disoccupazione).
Alcuni sostengono che l'economia italiana fosse, e sia ancora, "drogata dall'evasione fiscale". Ma dire che l'economia tollerante con l'evasore è drogata significa affermare, implicitamente, che se i soldi evasi fossero stati pagati al fisco le cose andrebbero molto meglio di come vanno... il che è tutto da verificare, dal momento che da quando l'Italia ha cominciato a combattere seriamente l'evasione senza abbassare le tasse le cose han cominciato ad andare sempre peggio.
"Saremmo cresciuti di meno ma meglio, pagando le tasse..." questo significa "drogata dall'evasione fiscale". Di un discorso economico si fa un discorso morale, o viceversa... inavvertitamente.

L'evasione in Italia è stata a lungo tollerata e ha svolto la funzione di incentivo fiscale. E non tanto per sopravvivere ma piuttosto per costruirsi ville che a loro volta hanno attivato circuiti economici virtuosi. Vista dai nostri politici/amministratori l'evasione è stata l'ennesimo strumento utile a evitare una riforma strutturale della spesa pubblica, perché ha permesso all'economia di crescere, sia pure poco, male e illegalmente, ma senza sottrarre prerogative legali allo stato, senza evidenziarne l'insostenibilità strutturale, senza allargare l'area dell'iniziativa privata.
L'evasione della sopravvivenza non produce crescita economica ma solo miseria morale. L'evasione che non serve a costruire ville ma a comprarsi la bistecca al supermercato illividisce, alimenta rabbia, frustrazione. Quindi che Fassina ci dica quel che dice è un fatto naif, da asilo nido. E che il PD si indigni per l'evasione è ignoranza o ipocrisia. Abbassino le tasse, taglino la spesa pubblica e poi, solo poi, si indignino con gli evasori...

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