venerdì 14 marzo 2014

Ma quale sciopero fiscale?

Volete versare meno imposte e tasse allo stato? Un modo c'è...
Recentemente il governo Monti e poi il governo Letta hanno disintegrato il neonato settore delle sigarette elettroniche imponendo su di esse una supertassazione, la quale oltre a scoraggiarne l'uso, ha fatto fallire migliaia di esercizi commerciali dediti al commercio dei nuovi aggeggi.
E' stato osservato da eminenti oncologi che le sigarette elettroniche stanno risolvendo la dipendenza da tabacco di milioni di fumatori. Sebbene esistano ancora dubbi sull'effettiva sicurezza per la salute dei liquidi usati dalle sigarette elettroniche, pare certo che queste ultime evitino a chi le usa la maggior parte dei gravi malanni causati dalle sigarette tradizionali. Umberto Veronesi si è lamentato della supertassazione governativa sulle sigarette elettroniche sostenendo che queste ultime potrebbero allungare la vita a milioni di tabagisti.
A me non interessa entrare nella polemica: può darsi che le sigarette elettroniche siano cancerogene... il punto è proprio quel "può darsi". Da secoli ci viene detto che lo stato tassa le sigarette tradizionali per compensare in qualche modo i maggiori costi di assistenza sanitaria alla popolazione dovuti agli effetti del fumo attivo e passivo. Be' questa faccenda delle sigarette elettroniche rivela che trattavasi di una palla colossale. Lo stato ha sempre supertassato le sigarette per la semplice ragione che i fumatori ne sono dipendenti, che il fumo "piace", e quindi le sigarette rappresentano una fonte di enormi e sicure entrate fiscali. Se infatti fosse stata vera l'asserzione tradizionale, perché mai lo stato avrebbe supertassato uno strumento sostitutivo delle sigarette e potenzialmente innocuo per la salute?
Comunque nel 2013 lo Stato italiano ha incassato -550 milioni rispetto al previsto dalle accise sul fumo.
No, no... questa faccenda dimostra una verità incontrovertibile: lo Stato supertassa quello che piace, oppure lo proibisce.
Questo mi porta a una seconda riflessione, relativa a come evitare di pagare le tasse... sento parlare di sciopero fiscale e lo considero una sonora buffonata. A chi vuole mettere in ginocchio lo stato dico piuttosto: négati quello che ti piace!
1. rinuncia a un'auto di grossa cilindrata, anche se puoi permettertela e compra piccole utilitarie: toglierai risorse a stato, regioni e province su iva, bollo e assicurazione
2. rinuncia al gioco d'azzardo, incluse lotterie, gratta e vinci eccetera, toglierai miliardi di introiti allo stato
3. rinuncia ad alcolici, sigarette e altri monopoli di stato, toglierai accise enormi
4. rinuncia proprio all'auto; muoviti in bicicletta se lavori a meno di 15 km da dove vivi. Tagliando la benzina sottrarrai miliardi alle casse statali.
5. diventa energeticamente autonomo usando caldaie a biomassa e impianti fotovoltaici, ti libererai di molte accise statali.
6. acquista libri di carta anziché digitali, pagherai un'iva al 4% anziché al 22%
7. rinuncia a barche, cavalli, aeroplani e ogni altro bene di lusso... sono tutti supertassati.
8. Se hai una casa sfitta, affittala a prezzi stracciati... lo stato ci guadagna di meno
9. rinuncia al televisore... buttalo via. Ucciderai la Rai.
10. Non usare l'autostrada, lo stato incassa un sacco di soldi dalle concessionarie.
11. Usa la bicicletta anziché i mezzi pubblici e impara a farne manutenzione. Demolirai definitivamente le già fragili municipalizzate.

Se tutti facessimo così da domani, metteremmo lo stato in ginocchio nel giro di sei mesi... senza commettere reati o rischiare le multe che invece arriverebbero in caso di un'insulso sciopero fiscale.

Nessun commento:

Posta un commento

Determinismo e videogiochi

Il videogioco di strategia politico/militare, Civilization per esempio, è un buon esempio di incompletezza degli insiemi. Il videogioco str...