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Scambiare la causa con l'effetto - segnali di decadenza

La lunga crociata contro la "Casta" è un vivido segnale di decadenza di questo paese.
Sorprende che nessuno se ne accorga. Con frequenza martellante gli editorialisti-fustigatori della classe dirigente italiana inveiscono contro l'inettitudine dei governanti, degli imprenditori, dei grandi burocrati.
Ne additano l'avidità, l'indecisione, l'impreparazione, la superbia, le vanterie, il pressapochismo, l'arroganza, la superficialità, l'ingenuità, la corruttibilità... tutti difetti immani, non c'è che dire.
Il problema è che tutti questi difetti sono diffusi a ogni livello della popolazione italiana. Non sono "patrimonio" esclusivo delle classi dirigenti. Possibile che nessuno se ne renda conto?

Vedo scuole superiori dove le ragazze e i ragazzi vanno sfoggiando cellulari di ultima generazione, capi firmati, sul possesso dei quali misurano il valore dei loro simili; vanno truccate o discinte, i ragazzi mostrano le mutante o insultano apertamente gli insegnanti in quanto percettori di stipendi miserabili.... Vedo i presidi immobili e impotenti per timore di ritorsioni o di perdere studenti o di finire sui giornali.

Vedo medici negli ospedali che rifiutano di operare per timore che un qualunque pretesto accampato dai parenti dei degenti li costringa a ingenti risarcimenti. E vedo parenti calcolare il sistema di spillare più quattrini possibili dalla malattia dei congiunti. Li vedo indignarsi di fronte alle lettere di dimissioni dei parenti non autosufficienti perché costretti a farsene carico...

Vedo bar che vendono mentine e sigarette collocare 3-4 slot machine alle quali siedono pensionate e pensionati fin dalle 9.00 di mattina. Vedo aprire sale gioco in quartieri residenziali dove vivono famiglie con figli giovani e incerti.

Vedo i giornali seri di questo paese zeppi di pettegolezzi e nudità femminili; li leggo inneggianti e privi di indignazione in merito alla condotta fuori le righe di calciatori, rampolli di imprenditori, vallette. Li vedo oscuramente osannare lo stile di vita di questi personaggi, le loro vacanze, le loro automobili, i loro vestiti.
In generale i mezzi di informazione sono improntati ad esclusiva esaltazione di novità tecniche/tecnologiche, mode e tendenze, attività di svago e divertimento.... mentre su impegno, dedizione, altruismo, responsabilità, scetticismo, determinazione non è spesa che mezza parola, quasi per sbaglio e sempre in riferimento a qualche tema religioso/pietistico/sociale percepito comunque come lontano e incomprensibile. Fiction e programmi televisivi sono improntati secondo le stesse logiche appena descritte.

Vedo manifestazioni e proclami a difesa di minoranze di qualunque tipo sempre e costantemente sopra le righe, all'insegna della devastazione dei giudizi consolidati e del ragionamento coerente, concepiti come tradizionali e convenzionali e pertanto nemici. Quasi che giudizio e ragionamento coerente non potessero in alcun caso portare vantaggio a una causa minoritaria.

Leggo i regolamenti di tanti comuni italiani e vi riconosco solo pratiche coercitive, punitive e di tutela degli interessi economici di negozianti che vendano alcolici e residenti in possesso di un garage nel centro storico, quasi che la città non fosse un luogo di convivenza civile reale ma un luna park, un grande centro commerciale o un museo: un luogo in cui spendere denaro sporcando nella misura prestabilita.
Vedo i comuni tollerare serate dedicate alla diffusione di superalcolici fra i giovani o agli acquisti a metà prezzo, sempre in nome dei vantaggi economici connessi. E li vedo penare per investire anche un solo spicciolo in manifestazioni culturali impegnative, sempre viste come "parziali" rispetto all'imparzialità del denaro. Sento le organizzazione formate a tutela degli interessi di negozianti o residenti chiedersi: "A chi interessa? A chi serve?" e non sento rispondere nulla da chi avrebbe l'obbligo di dire qualcosa...

In altre parole vedo una tolleranza diffusa, uno sfruttamento da non ostacolare, e anzi un invito/esaltazione di avidità, indecisione, impreparazione, superbia, vanterie, pressapochismo, arroganza, superficialità, ingenuità, corruttibilità. Vedo associazioni, rappresentanti, giornali, opinionisti, pubblici ufficiali, accademici difendere le molteplici manifestazioni popolari di tutti questi difetti. Vedo tutti costoro tollerare solo ciò che ha risvolti economici - l'imparzialità del denaro - e bollare come "tradizionalista", "vetero-cattolico", "conservatore", "noioso", "idiota", "miope", "ottuso", "perbenista", "conformista", "bigotto e ignorante" ogni sostenitore di comportamenti dettati da principi, da senso del dovere, da senso di correttezza, da sobria ragionevolezza, da un senso del decoro percepito dal senso comune non deviato, prima ancora che descritto o descrivibile in modo articolato.

Io vedo tutto questo e mi chiedo che senso possa avere indignarsi o meravigliarsi se le stesse persone esposte a tutto ciò, alle quali ogni nefandezza morale è offerta e garantita quando non rivestano alcun ruolo pubblico, non diventano per magia dirigenti lungimiranti e onesti nel momento in cui devono occuparsi del bene pubblico.
Ma vi pare sensato?

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